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Nautica
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AGGIORNAMENTO SUL VHF(Gennaio 2008) Il codice della nautica da diporto, riprendendo quanto già stabilito dal legislatore con la legge n. 172 del 2003 di riforma della nautica, ha fatto chiarezza in ordine alle modalità per l'installazione e l'uso degli apparati Vhf a bordo delle imbarcazioni, senza più distinzione tra apparati fissi e portatili, delle navi e anche (ecco la novità) per i natanti da diporto. In particolare è stata definitiva la procedura per il rilascio della licenza di esercizio Rtf (provvisoria e definitiva), l'uso degli apparati per la corrispondenza pubblica (con affidamento della gestione alle concessionarie( exTelecom-ora I.T.S. Servizi Marittimi e Satellitari o Telemar) o per i soli casi di emergenza e soccorso, con assunzione della responsabilità del funzionamento degli apparati. Sono state stabilite le modalità per il passaggio dall'una all'altra forma di impiego con la precisazione che la licenza è valida, indipendentemente dall'uso e la medesima va cambiata soltanto nel caso di sostituzione dell'apparato (o nel caso di installazione di uno aggiuntivo) e infine che tutti gli apparati ricetrasmittenti installati a bordo delle unità da diporto, muniti della dichiarazione di conformità alla normativa vigente, non sono soggetti nè a collaudo né a ispezione. Ma anche qui non mancano le sorprese perché, contrariamente a quanto stabilito dalla legge, il codice della nautica prevede, invece, che gli apparati quando utilizzati per corrispondenza pubblica sono soggetti a collaudo. L'arma della burocrazia è sempre più forte della legge. Ai possessori di natanti che intendono installare un apparato Vhf a bordo (fisso o portatile) la licenza di esercizio è rilasciata direttamente dall'Ispettorato Regionale delle Comunicazioni, del luogo di residenza del richiedente. Il medesimo Ispettorato provvede anche ad assegnare un nominativo di chiamata valido indipendentemente dal natante in cui l'apparato viene installato. In sintesi è stata istituita una licenza Rtf personalizzata che, contrariamente alle imbarcazioni, non ha alcun collegamento con l'unità e può quindi essere installato su qualsiasi natante. Anche gli apparati di queste unità possono essere utilizzati per la corrispondenza pubblica ovvero soltanto per i casi di emergenza e soccorso. Per ottenere la licenza Rtf per le navi e le imbarcazioni da diporto, la domanda, corredata dalla dichiarazione di conformità va intestata all'Ispettorato Regionale delle comunicazioni competente per territorio e presentata tramite l'Ufficio di iscrizione dell'unità che provvede all'assegnazione del nominativo internazionale, al rilascio della licenza Rtf provvisoria e a trasmettere la documentazione all'Ispettorato stesso, ai fini del rilascio della licenza definitiva. La licenza provvisoria non ha un limite temporale ma è valida fino alla consegna di quella definitiva. La licenza (con le caratteristiche tecniche del Vhf) è riferita all'apparato installato a bordo sia che venga impiegato per il traffico di corrispondenza sia ai soli fini della sicurezza della navigazione. Nel caso di smarrimento o distruzione, il duplicato della licenza Rtf va richiesto all'Ispettorato Regionale che ha rilasciato il documento originale. Per l'uso dell'apparato, deve essere sempre presente a bordo un persona munita del certificato Rtf. Il documento si consegue senza esame presentando la domanda (in bollo) al competente Ispettorato Regionale delle Comunicazioni, redatta su modulo pre-determinato, allegando due fotografie, di cui una autenticata, l'attestazione di pagamento di Euro 0,52 e una marca da bollo. Note: Il telefonino a bordo non è vietato, ma non sostituisce l'apparato Vhf quando obbligatorio. Uso dell'apparato VHF ai soli fini della sicurezza della navigazione Chi vuole disdire il contratto di utenza della sua imbarcazione o natante con le società concessionarie per usare l'apparato a soli fini di sicurezza, può farlo, però rispettando i tempi previsti dal contratto stesso. Essendo la durata annuale, la disdetta deve essere effettuata entro il 30 ottobre di ciascun anno, con raccomandata A/R. Ciò fatto, è necessario presentare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio al competente Ispettorato Territoriale Regionale che attesti che non si intende più effettuare traffico radiotelefonico di corrispondenza pubblica, ma l'uso del VHF è limitato ai soli fini della sicurezza. In tal caso, conservano la loro validità tutte le certificazioni a suo tempo rilasciate dalla concessionaria per conto del Ministero delle Comunicazioni, compreso il nominativo internazionale assegnato dalle Capitanerie di porto. Contratti d'utenza Per i proprietari di imbarcazioni che intendono iniziare o hanno scelto di continuare nell'utenza con le concessionarie nulla è cambiato e per opportuna conoscenza riportiamo le tariffe dell'I.T.S Servizi Marittimi Satellitari (ex Telecom) e Telemar relative al 2008. ABBONAMENTI CON LE CONCESSIONARIECanoni annui per il 2008| ITS Servizi Marittimi e Satellitari S.p.A. (ex TELECOM) | | Apparati | Tariffa |  | | VHF | Euro 107,42 |  | | Spese impianto VHF | Euro 97,61 |  | | SSB | Euro 175,60 |  | | Spese impianto SSB/OMC | Euro 781,92 |  | | Telex | Euro 256,68 |  | | Satcom Monocanale | Euro 337,25 |  | | Standard C | Euro 112,59 |  | | Standard M e Mini M | Euro 169,91 |  | | Cimat/Autolink | Euro 87,28 |  | | Integrazione Forfettaria | Euro 69,21 |  | | Nota: Agli importi dovrà essere aggiunta l'IVA del 20%. Franchigia traffico (escluso satellitare) Euro 55,78 utilizzabile per ogni anno specifico di riferimento. |
| TELEMAR | | Apparati | Tariffa |  | | VHF | Euro 107,42 |  | | Spese impianto VHF | Euro 97,61 |  | | SSB | Euro 175,60 |  | | Spese impianto SSB | Euro 781,92 |  | | Satcom A/B/F | Euro 337,25 |  | | Standard C | Euro 112,59 |  | | Standard M e Mini M | Euro 169,91 |  | | Integrazione Forfettaria | Euro 69,21 |  | | Nota: Agli importi dovrà essere aggiunta l'IVA del 20%. Franchigia traffico abolita (il relativo importo è stato dedotto dal canone). La Telemar fornisce altresì manodopera gratuita nei laboratori della Società per la riparazione degli apparati a licenza. |
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LE CORRENTI MARINE
Con il termine correnti marine viene indicato il movimento di massa d'acqua non collegato alla marea (ovvero le correnti di marea trattate in altra sezione), o al moto ondoso.
Le correnti, di cui il navigante nota solo l'effetto superficiale, esistono lungo tutta la massa d'acqua, e talvolta solo in determinati strati senza causare effetti visibili in superficie. Esse si verificano prevalentemente in acque profonde ed in mari aperti.
Inoltre, mentre le correnti di marea hanno un ciclo temporale ben definito, le correnti marine sono permanenti (o stazionarie) oppure stagionali (o semipermanenti).
Esistono diversi tipi di correnti marine e possono essere classificate:
- in base alle cause che le creano (correnti di gradiente e correnti di deriva)
- in relazione alla temperatura dell'acqua che si sposta confrontata con la temperatura dell' acqua che la circonda (correnti calde o fredde).
- in relazione alla profondità ove si verificano (superficiali se interessano lo strato d'acqua dalla superficie ai 200 metri; interne se interessano lo strato d'acqua al di sotto dei 200 metri; di fondo se interessano lo strato d'acqua vicino al fondale marino).
Il moto orizzontale della massa d'acqua superficiale (o correnti superficiali), è dovuto all'azione combinata di correnti di gradiente e di deriva, ed è quello di maggior interesse per il diportista.
LE CORRENTI DI GRADIENTE
Sono dovute alla irregolare distribuzione della pressione sulla superficie del mare, ed alla differenza di densità di masse d'acqua adiacenti.
Queste correnti si generano quando la superficie dell'acqua assume una certa inclinazione, fatto che accade per l'azione del vento, o per la presenza di masse d'acqua contigue di diversa temperatura e salinità. Le correnti di gradiente dovute a diversa pressione atmosferica ed all'ammassamento dell'acqua dovuto al vento, tendendo a ristabilire l'orizzontalità della superficie marina, sono di intensità modesta, e pressoché irrilevanti ai fini della navigazione in mare aperto.
La situazione cambia in prossimità di costa, se il vento che spira verso la costa è di intensità adeguata, si possono ammassare lungo costa notevoli masse d'acqua che, non potendo rifluire verso il largo a causa del vento contrario, danno luogo a forti correnti che scorrono parallelamente alla costa.
Le correnti di gradiente dovute a differenza di densità si presentano soprattutto negli strati interni della massa d'acqua, e hanno effetto apprezzabile sulla navigazione solo nell'esempio sopra descritto.
LE CORRENTI DI DERIVA
Sono dovute all'azione di trascinamento creato dall'attrito esistente tra la massa d'aria in movimento e la massa d'acqua superficiale del mare.
I forti venti costanti come gli alisei che spirano in Oceano Atlantico, ed i monsoni che spirano nell'oceano indiano, sono la causa di gran parte delle correnti di deriva costanti.
Il vento tende a trascinare lo strato superficiale delle acque marina nella sua stessa direzione, il movimento di deriva si trasmette agli strati inferiori con intensità decrescente e direzione man mano variabile; il movimento inizia con ritardo rispetto al momento di inizio dell'azione del vento e solo gradualmente raggiunge la velocità di regime.
Venti leggeri possono generare deboli correnti di deriva in circa sei ore, sono necessarie ben 48 ore di vento forte perché la relativa corrente di deriva raggiunga la velocità di regime.
L'intensità della corrente di deriva a regime è pari a circa l'1,5 % della velocità del vento che l'ha generata, velocità che dipende anche da altri fattori, ed in particolare dall'ampiezza dello specchio d'acqua libero da ostacoli, denominato fetch, esistente nella direzione di provenienza del vento. Fetch limitati non consentono alla corrente di raggiungere velocità della percentuale sopra indicata, anche se il vento spira dalla stessa direzione per periodi di tempo superiori alle 48 ore.
LA DIREZIONE DELLA CORRENTE
Le forze che mettono in movimento sia le correnti di gradiente sia quelle di deriva, tendono a muovere la massa d'acqua in una ben determinata direzione. Nel caso delle correnti di gradiente dal luogo a livello maggiore verso quello a livello minore, nel caso di correnti di deriva nello stesso senso di propagazione del vento (a meno di una differenza di circa 20°). In effetti le direzioni di propagazione sono sensibilmente diverse da quelle sopra descritte; in particolare le correnti che si propagano nell'emisfero Nord subiscono una deviazione verso la destra rispetto alla direzione di propagazione, quelle che si propagano nell'emisfero Sud subiscono una deviazione verso sinistra.
Le deviazioni sono dovute alla rotazione terrestre che genera una particolarissima forza, detta forza di Coriolis, che agisce su tutte le masse in movimento sul pianeta, ed il cui effetto è più sentito quanto più è grande la massa in movimento.
Oltre alla forza di Coriolis influiscono sulla direzione e sulla intensità delle correnti marine anche altri fattori, natura e vicinanza della costa, presenza di golfi o stretti, maggiore o minore distanza tra la superficie del mare ed il fondo.
CIRCOLAZIONE GENERALE
Le correnti marine così strettamente legate ai fattori meteorologici, sono oggetto di continui studi studi dai quali è stato possibile ricavare dei "modelli di circolazione", ossia situazioni standard che si verificano in concomitanza con determinate situazioni meteorologiche stagionali. Esistono innumerevoli modelli di circolazione che si applicano ai diversi bacini, da quelli oceanici che hanno validità temporale di mesi a quelli di piccoli golfi di particolare interesse e validi solo per particolari situazioni di vento o insolazione.
In questa sede daremo qualche lineamento generale della circolazione superficiale del Mediterraneo.
CIRCOLAZIONE GENERALE DEL MEDITERRANEO
Nel bacino del Mediterraneo le correnti sono solitamente deboli e di direzione variabile. La circolazione superficiale è fortemente influenzata dai venti che al largo possono generare correnti superficiali di intensità fino ai due nodi.
Poiché l'evaporazione dovuta all'effetto del sole è tale da non poter essere compensata dall'apporto di acqua fluviale e piovana, è sempre presente una corrente entrante dallo stretto di Gibilterra. In sostanza il Mediterraneo viene rifornito da acqua oceanica che dopo aver passato lo stretto di Gibilterra fluisce verso Est. In realtà in corrispondenza dello stretto la direzione della corrente non è sempre entrante, ma ciò è dovuto alla sovrapposizione alla corrente di gradiente appena descritta, della corrente di marea che in quell'area ha valori sensibili.
La corrente entrante in Mediterraneo si spinge verso Est dividendosi in un ramo principale ed in altri secondari.
Il ramo principale, sotto l'effetto della forza di Coriolis, dirige verso destra e si addossa alla costa africana perdendo via via intensità fino ad estinguersi. L'intensità della corrente si mantiene fra 0,8 ed 1 nodo lungo le coste dell'Algeria, quindi diminuisce procedendo verso oriente. Nello stretto di Sicilia l'intensità varia tra i 0,4 ed 1 nodo.
A questo andamento generale si sovrappongono numerose e varie situazioni particolari. |
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Scala indicativa della forza del vento L'altezza probabile delle onde indica le condizioni che si possono generalmente incontrare in mare aperto, ad una notevole distanza dalle coste e non deve mai essere usata in senso inverso per per stimare o segnalare lo stato del mare. Ricordiamo che in mari interni, in vicinanza delle coste, con venti da terra le onde risultano meno alte e ripide NOTA in corsivo sono riportati nell'ordine i termini descrittivi in inglese francese spagnolo CENNI STORICI La scala prende il nome dall'ammiraglio inglese Francis Beaufort (1774-1857), addetto al servizio idrografico britannico, che nel 1805 propose un metodo per la classificazione della forza del vento in 13 gradi. La scala fu utilizzata per la prima volta nel 1831 a bordo della Beagle nel suo famoso viaggio e venne adottata dall'ammiragliato britannico nel 1838 ed in seguito da tutti gli altri paesi SCALA BEAUFORT| | TERMINE | VELOCITÀ VENTO | EFFETTI DEL VENTO | ALTEZZA PROBABILE ONDE (metri) | 
|  DESCRITTIVO |  m/sec |  nodi |  SUL MARE (al largo) |  media |  max |  | | 0 | Calma Calm Calme Calma | 0 - 0,2 | fino a 1 | Il mare è liscio come l'olio e il fumo sale verticalmente | - | - |  | | 1 | Bava di vento Light air Très légère brise Ventolina | 0,3 - 1,5 | 1 - 3 | Leggere increspature sulla superficie assomiglianti a squame di pesce. Ancora non si formano creste bianche di schiuma. | 0,1 | 0,1 |  | | 2 | Brezza leggera Light breeze Légére brise Flojito, Brisa muy débil | 1,6 - 3,3 | 4 - 6 | Ondine minute, ancora molto corte ma ben evidenziate. Le creste non si rompono ancora ma hanno aspetto vitreo. | 0,2 | 0,3 |  | | 3 | Brezza tesa Gentle breeze Petit brise Flojo, Brisa débil | 3,4 - 5,4 | 7 - 10 | Ondine grandi con creste che che cominciano a rompersi con schiuma di aspetto vitreo. Si notano alcune "pecorelle" con la cresta bianca di schiuma. | 0,6 | 1,0 |  | | 4 | Vento moderato Moderate breeze Jolie brise Bonancible, Brisa moderada | 5,5 - 7,9 | 11 - 16 | Onde piccole con tendenza ad allungarsi. Le pecorelle sono più frequenti. | 1,0 | 1,5 |  | | 5 | Vento teso Fresh breeze Bonne brise Fresquito, Brisa fresca | 8,0 - 10,7 | 17 - 21 | Onde moderate dalla forma che si allunga. Le pecorelle sono abbondanti e c'è possibilità di spruzzi. | 2,0 | 2,5 |  | | 6 | Vento fresco Strong breeze Vent frais Fresco, Brisa fuerte | 10,8 - 13,8 | 22 - 27 | Onde grosse (cavalloni) dalle creste imbiancate di schiuma. Gli spruzzi sono probabili. | 3,0 | 4,0 |  | | 7 | Vento forte Near gale Grand frais Frescachó, Viento fuerte | 13,9 - 17,1 | 28 - 33 | I cavalloni si ingrossano. La schiuma formata dal rompersi delle onde viene "soffiata" in strisce nella direzione del vento. | 4,0 | 5,5 |  | | 8 | Burrasca Gale Coup de vent Viento duro | 17,2 - 20,7 | 34 - 40 | Onde moderatamente alte. Le creste si rompono e formano spruzzi vorticosi che vengono risucchiati dal vento. | 5,5 | 7,5 |  | | 9 | Burrasca forte Strong gale Fort coup de vent Viento muy duro | 20,8 - 24,4 | 41 - 47 | Onde alte con le creste che iniziano a frangere. Strisce di schiuma che si fanno più dense. Gli spruzzi possono ridurre la visibilità. | 7,0 | 10,0 |  | | 10 | Tempesta Storm Tempête Temporal | 24,5 - 28,4 | 48 - 55 | Onde molto alte sormontate da creste (marosi) molto lunghe. Le strisce di schiuma tendono a compattarsi e il mare pare tutto biancastro. I frangenti sono molto più intensi e la visibilità è ridotta. | 9,0 | 12,5 |  | | 11 | Tempesta violenta Violent storm Violent tempête Temporal duro, Borrasca | 28,5 - 32,6 | 56 - 63 | Onde enormi che potrebbero anche nascondere alla vista le navi di piccole o medie dimensioni. Il mare è tutto coperto da banchi di schiuma. Il vento nebulizza la sommità delle creste e la visibilità è ridotta. | 11,5 | 16,0 |  | | 12 | Uragano Hurricane Ouragan Huracán | oltre 32,7 | oltre 64 | L'aria è piena di spruzzi e la schiuma imbianca il mare completamente. La visibilità è molto ridotta. | 14,0 | - |
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